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“Scola” il caffè

Il caffè è pronto!

Quello che vedi in foto è l’ultimo step della tostatura, una volta “scolato” il caffè viene fatto cadere nel piatto di raffreddamento.
Non è altro che un recipiente con tre pale che mescolano i chicchi appena cotti.
Grazie a questo sistema si evita la continuazione della cottura del caffè attraverso il contatto ed il suo calore.

Una volta cotto il caffè viene “scolato” o meglio, viene fatto raffreddare per bloccare la cottura altrimenti si scuoce.

Fase finale della tostatura del caffè

COME FUNZIONA?

Nel caso del caffè, a cospetto della pastasciutta non diventa più molle ma al contrario diventa molto croccante e nero.

Così come è importante scolare la pasta al momento giusto, è così anche per il caffè.

Dopo questo incipit pseudo culinario direi che è giunto il momento di continuare il nostro viaggio nella filiera del caffè.

La tostatura è un tassello fondamentale per cui senza di esso non potremmo usufruire del piacere che ci dona la tazzina di caffè.

Il caffè verde, così come arriva dai paesi produttori, viene utilizzato nelle diete o percorsi di benessere sotto forma di infusi e cosmetici.
Chiaramente il caffè crudo non avrà quel profumo al quale solitamente associamo il caffè tostato, che si crea grazie alla “cottura” che ne trasforma le proprietà di origine.
Le peculiarità aromatiche e chimiche del chicco verde una volta tostato, danno vita al suo bouquet aromatico unico.
Le sue sfumature ricordano: la sua specie, il suo paese natio e il percorso di lavorazione che ha ricevuto.
La cottura gli conferisce il suo ineguagliabile aroma che è impresso in maniera primordiale nelle nostre menti.


Invece, se annusassimo un sacco di caffè verde, avrà sentori erbacei, vegetali verso l’acerbo.
Quindi neppure così piacevole.

Pensando invece a quello stracotto e croccante fumante i sentori son decisamente opposti.
Immagina che questa nota verde di natura del crudo diventi una folta foresta invasa da un incendio che porta devastazione a tutte le molecole pregiate e delicate e dove prevale l’odore di bruciato, replicato anche nella nostra bocca insieme alla forte nota amara, una volta consumata la bevanda.

Ed ecco da cosa nasce la nostra acidità di stomaco che gira fino all’esofago.
Una errata cottura di una materia prima, ne comporta una errata digestione del prodotto.
La qualità del caffè cotto dipende dalla materia prima di partenza.

Ricorda, del caffè non si butta via nulla, neppure la buccia, quindi implica che nel commercio mondiale esistono diverse tipologie di qualità.
Spesso neppure sappiamo l’origine di quel caffè, però quando facciamo la spesa al supermercato siamo molto selettivi. Durante la stagione delle arance, se leggiamo sopra “Origine Spagna” le guardiamo con la faccia indignata e cerchiamo quelle Italiane e magari anche siciliane. Se avessimo la stessa accortezza e rispetto per il caffè, la qualità non sarebbe più un’ostacolo economico ma porterebbe ad un’acquisto consapevole.

Senza nasconderci dietro a finti miti come l’espresso a 1€, incominciamo a comprendere che oltre ad una oscillazione in borsa del valore del caffè c’è anche il lavoro di più di 300 persone prima che tu possa bere quella tazzina.

Ricorda che il caffè tostato subisce un’altra cottura prima di esser consumato, quindi anche questa cottura influisce sulla qualità finale della bevanda.
Ad esempio un espresso viene sottoposto ad almeno 90° d’acqua a 9bar di pressione e qui subentrano molteplici altri fattori che incidono sulla qualità.

In chiusura,
Per parlare di qualità, devi pensare alla materia, prima.



Ho una domanda per te.

PERCHÈ IL CAFFÈ SI TOSTA?


Vuoi scoprire se la tua risposta è quella giusta?
Ho dedicato un episodio del mio podcast, a questo argomento.
Ascoltalo ora
Tu hai qualche domanda o curiosità per me?
Scrivi un commento qui sotto.
Sarò felice di risponderti.


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